SPECIALE: Il genio di Adriano Olivetti fra cultura e tecnologia – PARTE TERZA

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Continuiamo il nostro viaggio dedicato alla storica azienda Olivetti, andando questa volta a vedere l’abitazione della famiglia, l’attuale sede della Olivetti S.p.a. ed una costruzione residenziale davvero “singolare”…

PARTI PRECEDENTI

PRIMA PARTE disponibile alla pagina www.retrogamingplanet.it/primaparte

SECONDA PARTE disponibili alla pagina www.retrogamingplanet.it /secondaparte

Convento di San Bernardino

Questo convento storico, risalente al XV secolo, fu acquistato dal padre di Adriano per vivere più vicino alla fabbrica. La chiesa con i suoi affreschi fu utilizzata come fienile e studio privato di Camillo, lo stesso studio dove elaborò i progetti per la prima macchina da scrivere.
Oggi l’edificio, ancora di proprietà della famiglia Olivetti, è oggetto di un grande progetto di restauro che consentirà una riapertura completa e regolare al pubblico e l’offerta di servizi culturali e di accoglienza.


Il complesso religioso, che include la chiesa e un’area adiacente un tempo destinata al convento, fu edificato a Ivrea tra il 1455 e il 1465 in onore di San Bernardino da Siena. Un capitolo fondamentale nella storia del convento ha inizio nel 1907, quando l’ingegnere Camillo Olivetti, padre di Adriano, acquistò l’intera area. L’acquisto fu strategico: il convento divenne la residenza della famiglia Olivetti e, nel terreno circostante, fu costruita la prima fabbrica Olivetti, segnando la nascita dell’omonima azienda.

Oggi, il Convento di San Bernardino si trova al centro della “città industriale” di Ivrea e, pur non facendo parte del sito UNESCO con le architetture moderne, ne rappresenta un’importante testimonianza storica.
Nel 2023, la chiesa e il convento sono stati donati dalla famiglia Olivetti e da TIM al FAI (Fondo Ambiente Italiano), che ha avviato un ambizioso progetto di restauro e valorizzazione per renderlo un bene fruibile al pubblico.

Casa Blu

La Casa Blu fu progettata da Eduardo Vittoria ed inaugurata nel 1955 per ospitare le attività di ricerca e sviluppo dell’Olivetti, come le macchine per scrivere e da calcolo ed è chiamato così per via del suo rivestimento in mattonelle azzurre. Da notare le ampie vetrate che permettono una grande illuminazione di luce naturale, creando ambienti interni luminosi e accoglienti in linea con il pensiero di Adriano Olivetti in merito alla luminosità degli ambienti di lavoro ed al conseguente benessere fisico dei dipendenti che vi lavoravano.

A differenza degli uffici tradizionali, la Casa Blu fu concepita come un centro di ricerca e innovazione, separato dagli stabilimenti di produzione. Questo spazio era dedicato alla progettazione di nuovi prodotti, dove designer, ingegneri e artisti potevano lavorare in un ambiente stimolante, lontano dal rumore della fabbrica. L’obiettivo era creare un “laboratorio di idee” che favorisse la sperimentazione e la collaborazione.
Nel 2000, l’edificio ospitò l’Interaction Design Institute (IDII) e fu riqualificato con la collaborazione dello studio di Ettore Sottsass ma, dopo un periodo di abbandono e un importante progetto di restauro, l’edificio è stato riconvertito e ospita attualmente la nuova sede del quartier generale di Olivetti.
Anche questo edificio è parte del percorso museale a cielo aperto che rende Ivrea una “città industriale del XX secolo”, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Talponia/Unità Residenziale Ovest

Talponia è uno dei più affascinanti e innovativi edifici che compongono il complesso di “Ivrea, città industriale del XX secolo”. Come già detto venne realizzata tra il 1968 e il 1971 dagli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Isola su commissione della Olivetti e rappresenta una sintesi perfetta tra architettura moderna, visione sociale e rispetto per l’ambiente.

Il soprannome “Talponia” non è casuale: l’edificio è quasi interamente “nascosto” nel sottosuolo. L’intera struttura, a pianta semicircolare con un raggio di 70 metri, si sviluppa su due livelli: Il tetto è un vasto prato, un giardino pensile che si fonde con il terreno circostante, rendendo l’edificio quasi invisibile dall’esterno, se non fosse per la lunga facciata vetrata che si affaccia su una corte interna e una serie di lucernari circolari che affiorano dal manto erboso.


Talponia fu concepita originariamente per ospitare i dipendenti della Olivetti in visita temporanea a Ivrea, offrendo loro alloggi confortevoli e un’esperienza abitativa di alta qualità. Il complesso era composto da 13 appartamenti duplex di 120 mq e 72 alloggi simplex di circa 80 mq, pensati per ospitare rispettivamente famiglie e singoli o piccole unità. Al di là della funzione abitativa, Talponia incarnava pienamente la visione sociale di Adriano Olivetti, che vedeva l’azienda non solo come luogo di produzione ma come una comunità in cui il benessere del lavoratore fosse al centro.

L’edificio non si limitava a fornire un tetto, ma proponeva un vero e proprio modello di vita, con spazi comuni, una strada coperta che fungeva da luogo di incontro e un profondo legame con la natura.
Per la sua realizzazione Gabetti e Isola hanno utilizzato materiali e tecniche all’avanguardia per l’epoca: la facciata vetrata continua, che illumina gli interni, e la scelta di nascondere gran parte della struttura sotto terra, infatti, testimoniano una ricerca architettonica che superava i canoni tradizionali.
Gli interni erano progettati per essere accoglienti e funzionali, anche grazie all’uso di arredi specifici.


Oggi l’Unità Residenziale Ovest è stata frazionata in 81 proprietà individuali e continua ad essere utilizzata come residenza. La sua unicità architettonica e il suo valore storico-culturale l’hanno resa uno dei punti di riferimento del percorso UNESCO di Ivrea.
Talponia rimane una testimonianza vivente della visione lungimirante di Olivetti e dei suoi architetti, un modello di innovazione ancora attuale.

Se volete “fare un giro” a Talponia, senza recarvi ad Ivrea, vi suggerisco di guardare questo interessantissimo video realizzato da Albyphoto:

Dopo aver visto la residenza Olivetti e l’originale Talponia, seguiteci nella QUARTA PARTE, che pubblicheremo a breve, per scoprire l’innovativa fabbrica di Pozzuoli, il negozio di Venezia ed i servizi sociali ideati da Adriano Olivetti!

   

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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