CROSSBOW – Atari 2600 – 7800 (1988)

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Originariamente rilasciato da Exidy nel 1983, il cabinato di Crossbow viene spesso ricordato per l’utilizzo di una periferica a forma di balestra a grandezza naturale e per essere il primo arcade con audio e parlato interamente digitalizzati. Ma parlando di porting per Atari 2600 spesso si citano Pac Man o Crystal Castle dimenticando però un’ottima conversione di CROSSBOW per Atari 2600 rilasciata da Atari Corporation nel 1988 verso la fine del ciclo vitale di questa gloriosa console…
Gustatevi intanto il filmato della versione Arcade:

ATARI 2600

Portare questa complessità visiva e sonora sul modesto hardware del 2600 sembrava un’impresa impossibile eppure il risultato raggiunto è la dimostrazione della bravura raggiunta dai programmatori e dell’esperienza maturata sulla macchina.

A differenza dei classici shooter, in Crossbow faremo da scorta ad una carovana di avventurieri che camminano lentamente da sinistra verso destra attraverso terre desolate e pericolose. Il giocatore non controlla i personaggi che si muovono sullo schermo bensì un mirino (la balestra) con l’obiettivo di proteggere i tre avventurieri.
Sarà necessario eliminare frecce, uccelli, massi cadenti, vulcani prima che colpiscano i nostri compagni e se uno di questi viene viene colpito, muore. Dopo aver completato una schermata, appare una mappa che permette di scegliere il percorso successivo ed il gioco terminerà quando tutti gli avventurieri saranno stati eliminati e noi avremo fallito il nostro ovbiettivo di proteggerli per farli arrivare sani e salvi al castello finale.

Gameplay

A differenza di molti titoli per Atari 2600 che presentano un loop infinito di schermi identici, Crossbow offre una struttura a mappa come dicevamo poco sopra: dopo ogni stage superato, infatti, potremo scegliere la destinazione successiva scoccando una freccia sui sentieri della mappa:

  • Il deserto pieno di avvoltoi e scorpioni pronti a farci la pelle
  • Il vulcano con rocce laviche letali da evitare assolutamente
  • La caverna di ghiaccio piena di stalattiti pericolanti dalle quali stare alla larga
  • Il ponte e la giungla con scimmie simpatiche come la sabbia negli occhi e varie insidie acquatiche
  • Il castello dove affronteremo nel duello finale il Master of Darkness: per sconfiggerlo dovremo colpire i suoi occhi rossi
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Realizzazione tecnica

Il porting per Atari 2600 è considerato un piccolo miracolo tecnico per un hardware del 1977 infatti la grafica è sorprendentemente colorata e dettagliata, gli sprite sono grandi nonostante i limiti di memoria della macchina e i fondali facilmente riconoscibili (deserto, caverna, vulcano).
Da notare anche l’ottimo utilizzo della palette di colori che riesce a restituire atmosfere diverse per ogni scenario (dal blu gelido delle caverne al rosso ardente del vulcano) mentre per quanto riguarda il comparto sonoro, sebbene fosse impossibile replicare il parlato dell’arcade sulla piccola di casa Atari (l’originale arcade era celebre per il suo doppiaggio digitalizzato ed il primo in assoluto per un gioco di quel tipo), gli effetti sonori sono incisivi e aiutano a percepire il feedback dei colpi a segno.

Joystick vs Light Gun

La vera particolarità (e per alcuni, il limite) della versione Atari 2600 è il sistema di controllo: nonostante esista la pistola ottica XG-1 per i sistemi Atari, la versione 2600 di Crossbow non la supporta, di conseguenza tutto il gioco si basa sul movimento del mirino tramite il classico Joystick anche se, in questo caso, il gioco risulta estremamente difficile perché la velocità di movimento del mirino non è sempre sufficiente a coprire l’intera area di gioco in tempo.

I programmatori di Imagineering Inc. hanno comunque fatto un buon lavoro in quanto il cursore risponde con una fluidità sorprendente anche se la difficoltà è tarata verso l’alto dato che, dopo ogni sparo, il mirino subisce un micro-blocco, costringendo il giocatore a non “spammare” colpi a vuoto ma a mirare con assoluta calma.

Per concludere

Crossbow non è sicuramente un capolavoro e nemmeno uno di quei giochi da possedere assolutamente nella propria collezione ma, amio avviso, rappresenta comunque l’era della “maturità” di Atari 2600: è un titolo che spinge la console oltre i suoi confini naturali, offrendo una progressione narrativa e una varietà di scenari che mancava ai titoli dei primi anni ’80.
Se siete collezionisti o amanti del retrogaming, vi consiglio di recuperare questo titolo su hardware originale (o tramite emulazione anche se non sarà la stessa cosa in termini di “feeling”) per poter capire come, con poche risorse, i programmatori siano riusciti a creare un gioco con un’atmosfera quasi paragonabile alla versione da sala.

   

   

ATARI 7800

Pensavate fosse finita? Invece no dato che esiste anche una versione di Crossbow per la sorella maggiore dell’ATARI 2600 ovvero l’ATARI 7800: il confronto tra le due versioni di Crossbow evidenzia perfettamente il divario generazionale tra le due macchine e sebbene il gameplay rimanga identico, l’architettura del 7800 permette una fedeltà all’arcade originale che la sorella minore non poteva raggiungere.

 

Risoluzione e gestione degli sprite

La differenza principale risiede nel chip grafico MARIA dell’Atari 7800, progettato specificatamente per gestire un numero elevato di sprite senza sfarfallio:

  • Atari 2600: utilizza il chip TIA, che può gestire solo DUE sprite principali. Per visualizzare i tre avventurieri e i nemici, il sistema deve ricorrere ad alcuni trucchi software estremi, causando spesso una grafica più “bloccata” e sprite meno definiti
  • Atari 7800: può muovere fino a CENTO sprite contemporaneamente. Gli avventurieri sulla versione 7800 sono animati meglio, più grandi e dettagliati, e i nemici (come le formiche giganti o i pipistrelli) sono molto più simili alla controparte arcade.

Colori e fondali

Naturalmente Atari 7800 permette di visualizzare molti più colori contemporaneamente rispetto al 2600 quindi ho pensato di preparare una semplice una tabella comparativa per farvi un’idea delle differenze fra le due versioni:

ElementoVersione Atari 2600Versione Atari 7800
SfondiSemplificati e spesso con colori piatti o sfumature minimaliMolto dettagliati, con texture che simulano rocce e vegetazione
Colore dei personaggiSpesso monocromatici o con pochi dettagli di coloreMulticolore, con vestiti e carnagione definiti
EffettiIl vulcano e i fulmini sono rappresentati da semplici cambi di coloreGli effetti ambientali sono più fluidi e visivamente ricchi

Prestazioni della Light Gun

Come abbiamo detto la versione per Atari 2600 supporta la periferica Atari XG-1 Light Gun ed ovviamente anche Atari 7800 non fa eccezione seppur con risultati diversi infatti mentre sul 2600 la lettura della posizione della pistola è meno precisa a causa della risoluzione inferiore del segnale video generato dal TIA, sul 7800 la precisione è nettamente superiore: il mirino risponde in modo più fedele ai movimenti del giocatore, rendendo il gioco meno frustrante nei livelli più avanzati dove la velocità è fondamentale.

Il comparto audio

Nessuna delle due console possiede un chip audio dedicato in quanto il 7800 usa lo stesso chip TIA del 2600 per il suono anche se su Atari 7800, grazie alla maggiore velocità della CPU (6502C a 1.79 MHz), i campionamenti degli effetti sonori sono più puliti e i tempi di reazione del suono rispetto all’azione a video sono più immediati.

Per concludere

Mentre la versione 2600 è un trionfo di ottimizzazione che spreme l’hardware al limite, la versione 7800, pur non essendo un capolavoro, si può considerare un quasi-arcade perfect per l’epoca (ovviamente con le dovute differenze dovute alle specifiche della macchina), offrendo un’esperienza visiva molto più vicina al cabinato originale di Exidy.Volete un consiglio da vero appassionato? Procuratevi entrambe le versioni (ed entrambe le console) e non pensateci più!

PS: So benissimo che Atari 7800 legge anche i giochi per Atari 2600 ma…volete mettere avere anche un Atari 2600 originale in casa?    

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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