Dopo aver appreso le origini della famiglia Olivetti e della storica azienda, andiamo a vedere tutto ciò che Camillo ed in particolare il figlio Adriano, hanno realizzato per il benessere dei propri lavoratori e la città di Ivrea.
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Ivrea: Il modello Olivetti tra architettura e industria
Nel 1932, Adriano Olivetti assunse il ruolo di Direttore Generale dell’azienda e sei anni più tardi subentrò al padre Camillo come Presidente. La sua gestione segnò fin da subito una svolta radicale, espandendo l’azienda a livello internazionale anche se il suo progetto più ambizioso, riguardò l’uso del design e dell’architettura per comunicare i valori aziendali.
La visione di Olivetti andava oltre i confini della fabbrica per abbracciare l’intera comunità di Ivrea: la città fu trasformata in un vero e proprio “laboratorio” sociale e urbanistico, dove l’architettura delle fabbriche, degli uffici e delle residenze per i dipendenti era parte di un piano ben preciso: l’idea era che l’impresa dovesse essere responsabile del benessere del suo territorio.
La filosofia di Adriano Olivetti trovò la sua massima espressione nel progetto di “Ivrea Città Industriale del XX Secolo“, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale nel 2018 per la sua “concezione umanistica del lavoro” che unisce in un unico progetto fabbriche, case e servizi sociali.
Di seguito tutte le opere realizzate ad Ivrea a beneficio dei proprio dipendenti e della città:
Complesso Olivetti (Via Jervis)
La storica “fabbrica di mattoni rossi” fu ampliata e modernizzata dagli architetti Luigi Figini e Gino Pollini sotto la guida di Adriano olivetti. I loro progetti, realizzati tra il 1934 e il 1940, con l’uso di vetrate monumentali, resero le Officine Olivetti un esempio di architettura industriale di riferimento in Europa.

Palazzo Uffici
Progettato da Annibale Fiocchi, Gian Antonio Bernasconi e Marcello Nizzoli, fu cominciato nel 1960 e completato nel 1964. L’obiettivo era creare un edificio che, pur di grandi dimensioni (per ospitare oltre 2000 persone), si integrasse armoniosamente nel paesaggio circostante e diventasse la nuova sede aziendale. E l’obiettivo venne raggiunto.
Infatti con la sua pianta a tre corpi inclinati e uno scalone monumentale, Palazzo Uffici rispondeva alla necessità di una nuova sede di rappresentanza dell’azienda Olivetti.
L’edificio è composto da tre corpi di diversa lunghezza che si congiungono in un blocco centrale adibito a scale e servizi. Questa configurazione a stella garantisce una maggiore flessibilità nella disposizione degli spazi interni e una migliore illuminazione naturale. Le facciate non vetrate sono rivestite in granito rosa di Baveno che conferiscono all’edificio un aspetto elegante e duraturo.




Nuovo Palazzo Uffici (PU2)
Con l’espansione dell’azienda negli anni ’80, fu costruito un secondo edificio adiacente, il Nuovo Palazzo Uffici (PU2), progettato dall’architetto Gino Valle. Pur integrandosi con la struttura originale, il PU2 ha una propria identità architettonica, più orientata verso la tecnologia costruttiva avanzata dell’epoca.
Le finestre a nastro con telaio bianco e le aperture a oblò nella parte inferiore lo distinguono dal primo Palazzo.


Oggi, il Palazzo Uffici continua a essere un punto di riferimento, con parte dei suoi spazi riconvertiti per ospitare uffici temporanei, sale riunioni e altre funzioni, mantenendo sempre vivo il suo spirito di innovazione e design.
Per ulteriori approfondimenti su Palazzo Uffici potete visitare il sito www.palazzoolivetti.it/
Asilo Olivetti
L’Asilo Olivetti è un bellissimo esempio di architettura al servizio della comunità: il primo asilo nido, progettato dagli architetti Luigi Figini e Gino Pollini, fu costruito tra il 1939 e il 1941 nel quartiere Borgo Olivetti.
Il progetto è caratterizzato dall’uso di materiali locali come la diorite, una roccia tipica del Canavese, che riveste le pareti esterne e le ampie vetrate permetteno ai bambini di vivere in un ambiente luminoso e a contatto con la natura grazie alla presenza di un grande giardino esterno.

A seguito dell’espansione dell’azienda e della comunità di Ivrea, si rese però necessario un nuovo e più grande asilo: il progetto fu affidato agli architetti Mario Ridolfi e Wolfgang Frankl, che lo realizzarono tra il 1954 e il 1964 nel quartiere Canton Vesco.
Il progetto si ispirava al concetto di “scuola all’aria aperta” anche in questo caso con ampie vetrate che favorivano l’ingresso di luce naturale e ambienti a misura di bambino. Inoltre l’asilo non era una struttura isolata ma faceva parte di un più vasto piano urbanistico che includeva anche case per operai e impiegati, servizi sociali e spazi verdi, con l’obiettivo di creare una grande comunità.
Ancora oggi l’asilo di Borgo Olivetti continua a essere utilizzato per i servizi all’infanzia e, in parte, è stato oggetto di progetti di riqualificazione per renderlo visitabile e fruibile.
Nel 2018, l’asilo di Borgo Olivetti e quello di Canton Vesco, insieme ad altri edifici simbolo dell’azienda, sono stati inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come parte del sito “Ivrea, città industriale del XX secolo“.
Se siete curiosi di vedere dove viveva la Famiglia Olivetti ed una costruzione residenziale davvero “originale”, seguiteci nella TERZA PARTE che pubblicheremo a breve…















