Nel 1986, Yu Suzuki e SEGA sconvolsero le sale giochi di tutto il mondo con OUT RUN: non sun semplice gioco di corse ma una vera e propria “esperienza”: il cabinato idraulico che si muoveva a ritmo di musica, la fiammante Ferrari Testarossa, la bionda al proprio fianco, le palme e il cielo azzurro della California ed una colonna sonora che ha fatto storia e che viene ricordata ancora oggi come una delle migliori in assoluto per un videogioco.
Ma cosa successe quando l’editore britannico U.S. Gold decise che quel miracolo tecnologico da sala giochi (spinto da ben due processori Motorola 68000 a 16-bit) doveva essere compresso e inserito nei 64K di RAM del Commodore 64?
La sfida impossibile
Portare Out Run su C64 nel 1987 significava fare i conti con limiti hardware invalicabili in quanto il cabinato originale usava la tecnica del Super Scaler, muovendo centinaia di sprite bidimensionali a una velocità folle per dare l’illusione della profondità tridimensionale e delle pendenze stradali mentre il Commodore 64, con il suo chip grafico VIC-II, poteva gestire nativamente solo 8 sprite hardware sullo schermo. Il compito di compiere il miracolo fu affidato alla Probe Software (La stessa di Mortal Kombat su Amiga) che riuscì a portare a termine il compito affidatole.
I programmatori sono dovuti però scendere a compromessi drastici:
- Niente salite e discese: le salite e le discese mozzafiato dell’arcade sono state appiattite.
- Sprite ridimensionati: le auto avversarie e gli elementi di sfondo (le celebri palme) sono ridotti all’essenziale e mossi con routine software complesse per simularne l’avvicinamento.
- La palette cromatica: il C64 passa dai colori saturi dell’arcade a tonalità più autunnali e pastello, tipiche della macchina Commodore, che tuttavia riescono a mantenere un loro fascino.
Nonostante il frame rate non sia propriamente una scheggia, il gioco restituisce comunque un’incredibile sensazione di velocità, merito di una gestione dello scrolling della strada che spinge la CPU 6510 al limite assoluto delle sue possibilità.
Il gameplay
Per fortuna, anche se con i necessari tagli grafici, la struttura di gioco è rimasta intatta:!
Partendo dallo storico scenario di Coconut Beach, alla fine di ogni stage il giocatore si trova di fronte a un bivio: svoltando a sinistra si affronta un percorso più semplice mentre a destra la difficoltà aumenta sensibilmente. Cinque stage totali da superare prima dello scadere del tempo, per un totale di 5 finali differenti.
Sul C64 la gestione del traffico mantiene intatta la sua natura strategica: camion che bloccano la strada oltre a vetture gialle e maggiolini che costringono a continue correzioni di rotta. E in caso di incidente la nostra Testarossa si ribalta in modo spettacolare, scaraventando pilota e passeggera sull’asfalto e facendoci perdere secondi preziosi.
Il miracolo del SID
Se il comparto visivo divise la critica dell’epoca, sul fronte sonoro la versione C64 di Out Run entrò direttamente nella leggenda: mentre lla versione arcade permetteva di scegliere la traccia radiofonica prima di partire, la versione per Commodore 64 offre un arrangiamento (ad opera di Jeroen Tel, membro dei Maniacs of Noise) delle composizioni originali.
Il risultato è un capolavoro assoluto.
Le versioni C64 delle tre famose tracce (Magical Sound Shower, Passing Breeze e Splash Wave) sfruttano i filtri e le forme d’onda del SID in modo magistrale, regalando arpeggi e linee di basso ancora oggi considerati tra i vertici della produzione musicale per C64. Addirittura, la cassetta include una “Audio Tape” separata per permettere a chi non ha l’espansione di godersi la musica durante il caricamento.

Arcade vs. Commodore 64
| Caratteristica | Arcade (16-bit) | Commodore 64 (8-bit) |
| Risoluzione/Colori | Grafica mozzafiato, 32.000 colori contemporanei | Grafica a blocchi (multicolor), palette limitata a 16 colori |
| Scorrimento | Terreno fluido con colline, dossi e curve reali | Terreno piatto, curve simulate tramite distorsione dello schermo |
| Musica | Tracce stereo di altissima qualità | Arrangiamenti chiptune leggendari curati da Jeroen Tel |
| Struttura | 5 Stage continui con bivi istantanei | Multi-caricamento (su nastro) ad ogni cambio di stage |
Nonostante le ovvie differenze con il coin-op, Out Run su C64 fu un successo commerciale strepitoso ed il gioco arrivò nei negozi in una lussuosa scatola di cartone che includeva persino una colla per plastica e uno sticker della Ferrari, oggi un vero oggetto di culto (pressochè introvabile) per i collezionisti.
Per concludere
Out Run per Commodore 64 è il perfetto esempio di “conversione impossibile” riuscita a metà sul piano tecnico ma al 100% nel trasmettere lo spirito del gioco originale. Non è la versione definitiva per giocarci oggi (ruolo che spetta di diritto alle conversioni per PC Engine e Sega Saturn) ma resta comunque una pietra miliare dei titoli per l’8-bit Commodore che ogni possessore del Commodore 64 dovrebbe avere.















