F1 SUPERLAP – Arcade (1993)

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Oggi faremo un salto temporale fino al 1993, un’epoca d’oro in cui le sale giochi erano “luoghi di perdizione” pieni di luci al neon ed una persistente e caratteristica nuvola di fumo (assieme al classico gestore del locale in rigorosa canottiera bianca…Per capire cosa intendo correte a eggere tre miei vecchi articoli cliccando QUI), nelle quali il nome SEGA dominava incontrastato quando si parlava di simulazioni di guida.

Mentre il mondo si rifaceva gli occhi con i poligoni di VIRTUA RACING, nei laboratori di Tokyo si consumava un piccolo ma raffinato miracolo della tecnica bidimensionale… Stiamo parlando di F1 SUPERLAP, un gioco incredibilmente dettagliato dedicato alla Formula 1 che, a mio avviso, merita di essere riscoperto!

Le origini

Per capire F1 Superlap, dobbiamo fare un piccolo passo indietro fino al 1991, anno in cui Sega lancia sul mercato F1 Exhaust Note. un vero miracolo per la celebre Sega System 32: sotto la supervisione del leggendario team Sega AM2 — guidato dal celebre Yu Suzuki — il gioco offriva una fluidità pazzesca a 60 fotogrammi al secondo, pur basandosi interamente su scaling di elementi bidimensionali (il cosiddetto pseudo-3D).

Nel 1993, con la stagione di Formula 1 del 1992 appena conclusa e impressa nella memoria collettiva come una delle più iconiche di sempre, Sega decise di rimettere mano a quel codice. Non si trattò però di un semplice update: il team ottenne le licenze ufficiali FIA/FOCA ed l risultato fu F1 Superlap, un tributo visivamente devastante alla Formula 1!

Tra realismo e adrenalina

A differenza di molti titoli contemporanei che distorcevano i nomi dei piloti e alteravano le livree per evitare problemi legali, F1 Superlap catapultava il giocatore nell’autentica griglia del 1992.
Salire a bordo del cabinato significava poter scegliere tra ben 12 scuderie ufficiali e ciascuna postazione del cabinato (fino a 4 collegabili in totale per sfide a 8 giocatori) offriva una selezione di tre vetture reali. Si poteva stringere il volante della leggendaria Williams FW14B “Red 5” di Nigel Mansell, della tormentata Ferrari F92A, della McLaren MP4/7A di Gerhard Berger o della Benetton B192 del giovanissimo Michael Schumacher.

Il tasto “Overtake”

La grande novità nel gameplay rispetto al predecessore fu l’introduzione sul volante del tasto “Overtake”: premendolo, il motore della monoposto emetteva un urlo ancora più acuto e si attivava una sorta di “turbo” o spinta supplementare. Questo bonus, tuttavia, era vincolato a una barra d’energia limitata per ogni giro: usarlo nel momento sbagliato significava rimanere piantati sul rettilineo principale.
Il tracciato, battezzato “Sega Europe Circuit”, era un micidiale collage delle curve più famose dei circuiti europei (tra cui iconici rimandi a Silverstone e Spa-Francorchamps) e richiedeva una precisione millimetrica: un solo millisecondo di troppo sul cordolo o un testacoda al tornante significava un inesorabile Time Out.

Curiosità

  • Il “Giallo” di Ayrton Senna: se andate a spulciare la line-up della McLaren nel gioco, noterete che la vettura numero 1 è affidata a Gerhard Berger. E Senna?
    Semplice: nel 1992/1993, il fuoriclasse brasiliano aveva iniziato a blindare e monetizzare separatamente i propri diritti d’immagine (basti pensare ad Ayrton Senna’s Super Monaco GP II sempre di Sega) e per questo motivo, pur essendoci la scuderia ufficiale, il nome di Senna venne escluso.

  • Audio immersivo: il cabinato deluxe non si limitava a un buon comparto audio ma sfruttava una tecnologia di casse integrate direttamente nel poggiatesta del sedile, avvolgendo il pilota con il rombo dei motori V12 e V10.

  • Il canto del cigno del 2D: uscito nel settembre del 1993, F1 Superlap ha rappresentato uno degli ultimi, colossali sforzi di Sega sulla tecnologia bidimensionale prima che i poligoni della scheda Sega Model 2 (Daytona USA, Virtua Fighter 2) cambiassero per sempre le regole del gioco.

Impatto sul pubblico

L’accoglienza nelle sale giochi fu caldissima, specialmente in Europa e in Giappone, dove la febbre della Formula 1 era ai massimi storici. I gestori delle sale adoravano il gioco perché, grazie alla possibilità di collegare fino a quattro cabinet doppi, si creavano delle vere e proprie mini-aree dedicate ai gran premi che attiravano folle di spettatori.
Visivamente, lo scaling dei dettagli a 60fps restituiva una sensazione di velocità che i primi e ancora grezzi giochi in 3D faticavano a pareggiare e l’impatto sul pubblico fu quello di un’esperienza premium: non stavi solo giocando a un videogame, stavi “guidando” una vera Formula 1.

Purtroppo, a causa della stretta finestra temporale in cui è uscito e della complessità della scheda madre Sega System 32 (nota tra i collezionisti per non essere tra le più longeve a causa del degradarsi di alcuni componenti logici), trovare oggi un cabinato originale di F1 Superlap perfettamente funzionante è una vera e propria impresa da archeologia videoludica. Inoltre, proprio a causa delle licenze ufficiali FIA dell’epoca, il gioco non è mai stato convertito per console domestiche (come Mega Drive o il neonato Saturn), rimanendo un’esclusiva assoluta della sala giochi.

Per concludere

F1 Superlap è il perfetto esempio di come Sega sia stata, per oltre un ventennio, leader dei giochi di corse: splendido da vedere, frenetico da giocare e impreziosito da un comparto licenze che per l’epoca era pura fantascienza. Se siete amanti del retrogaming e della Formula 1 classica, l’invito è quello di cercarlo e godervelo, magari tramite emulazione, per riprovare la sensazione di guidare una rombante monoposto degli anni ’90!

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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