CASTLEVANIA: CIRCLE OF THE MOON – Game Boy Advance (2001)

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Quando nel 2001 il Game Boy Advance arrivò nei negozi, la promessa era chiara: portare la potenza del Super Nintendo nel palmo di una mano e, tra i titoli di lancio, nessun titolo mantenne questa promessa con più forza di Castlevania: Circle of the Moon.
Sviluppato da Konami Computer Entertainment Kobe, il gioco non solo dimostrò le capacità tecniche della nuova console ma riuscì a traghettare la saga di Dracula in una nuova era portatile, fondendo la rigidità dei capitoli classici con la libertà esplorativa di Symphony of the Night.

Un nuovo protagonista

A differenza di molti capitoli della serie, qui non vestiamo i panni di un Belmont: il protagonista è Nathan Graves, un giovane che brandisce la Hunter Whip, una frusta magica tramandata dal suo mentore, Morris Baldwin.

La trama si apre nel 1830 con un rito di resurrezione: infattila fedele seguace di Dracula, Camilla, riesce a richiamare il Conte: in una sequenza iniziale mozzafiato, Morris viene rapito mentre Nathan e Hugh, il figlio di Morris, vengono scagliati nei bassifondi del castello…Inizia così una scalata verso la redenzione e il salvataggio del proprio maestro.

Di seguito il video del gioco dove potrete apprezzare la bellezza di questo capitolo di Castlevania…e agli appassionati di colonne sonore chiedo di prestare attenzione alla splendida (a mio avviso) traccia musicale di sottofondo!

Il gameplay

La vera colonna portante di Circle of the Moon è il DSS (Dual Set-up System), un sistema di potenziamento basato su carte magiche. Divise in due mazzi (Azione e Attributo), le carte vengono rilasciate dai nemici sconfitti:

  • Carte Azione (Action): basate su divinità romane (Mercurio, Venere, Marte, ecc.), definiscono la modalità dell’attacco.
  • Carte Attributo (Attribute): basate su creature mitologiche (Salamandra, Grifone, Unicorno, ecc.), infondono un elemento o un effetto specifico.

Combinando, ad esempio, Mercurio e Salamandra, la frusta di Nathan si infuocherà; usando invece Urano e Tuono, sarà possibile evocare intere creature sullo schermo per pulire l’area dai nemici. Con 10 carte per tipo, le combinazioni possibili sono 100, offrendo una varietà tattica incredibile per l’epoca.

Circle of the Moon è ricordato come uno dei Castlevania più difficili in quanto i boss sono spietati e richiedono una conoscenza perfetta dei pattern d’attacco e del sistema DSS. Ma il vero fascino per il retrogamer risiede nelle modalità sbloccabili: finendo il gioco, è possibile ricominciare con dei “codici” (come FIREBALL o GRADIUS) che cambiano radicalmente le statistiche di Nathan, trasformandolo in un mago potentissimo o in un guerriero che conta solo sulla forza bruta, aumentando esponenzialmente la longevità del gioco!

Atmosfera

Visivamente il gioco è un piccolo gioiello: gli sprite sono animati con una fluidità che sbalordì i recensori nel 2001 e le architetture del castello trasudano assoluta decadenza e orrore gotico.
Tuttavia, il gioco è passato alla storia anche per un “difetto” tecnico: era infatti estremamente scuro soprattutto sul primo GBA (privo di retroilluminazione) sul quale giocarci era quasi impossibile senza una fonte di luce diretta (il sottoscritto aveva acquistato una piccola lampada ufficiale Nintendo che si collegava alla porta Link del Gameboy Advance…un sistema decisamente arcaico ma assolutamente funzionale!).
Il problema è comunque stato risolto con le versioni successive della console e con la recente Castlevania Advance Collection (oppure giocando il titolo originale sulla prima versione di Nintendo DS… retrolliuminato e dotato di slot per i giochi GBA! NDRGP).
Anche sotto il profilo audio il gioco è un capolavoro: come ho fatto notare poco fa, Konami ha superato se stessa in quanto, nonostante i limiti del chip sonoro del GBA, la colonna sonora è composta da arrangiamenti maestosi di temi classici come Vampire Killer e Aquarius, oltre a tracce originali che non sfigurerebbero in un’opera orchestrale.

Per concludere

Nonostante il tempo passato, Circle of the Moon resta una pietra miliare fra i titoli GBA ed un piccolo capolavoro da avere assolutamente! È il ponte perfetto tra il passato lineare di Castlevania III e il futuro esplorativo di Aria of Sorrow.
Se siete amanti del genere e volete testare i vostri riflessi su un titolo che non fa sconti, rispolverate il vostro GBA (o caricate la collection) e tornate ad affrontare l’oscurità del castello…non ve ne pentirete!

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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