L’opera di FABIO ROSSI, di cui potete leggere l’intervista da noi realizzata ormai secoli fa cliccando QUI, intitolata semplicemente “DIZIONARIO DEI VIDEOGAME”, non è solo un libro di consultazione ma una pietra miliare della saggistica videoludica in Italia. Pubblicato originariamente nel 1993 da Vallardi, il dizionario rappresenta il primo tentativo di “mappare” un universo che, all’epoca, era ancora considerato dai media come un semplice “passatempo per bambini”…

Il contesto storico
Per capire l’importanza del lavoro di Fabio Rossi, bisogna “calarsi” nel 1993: l’industria era in piena “guerra dei 16-bit” tra Sega Mega Drive e Super Nintendo, non esisteva Internet come lo conosciamo oggi e le informazioni arrivavano tramite riviste specializzate (The Games Machine, K, Consolemania su tutte)…un lavoro davvero certosino!
In questo scenario, Fabio Rossi – già firma nota del settore – decise di dare un “taglio enciclopedico” al mondo videoludico sfornando questo Dizionario dei Videogame con l’ambizione di spiegare non solo cosa fossero i giochi ma anche chi li creava e come funzionavano.
Struttura e contenuti
Il volume si presenta con una struttura alfabetica classica ma il suo contenuto spazia ben oltre le semplici definizioni:
- Le schede dei giochi: da Pac-Man a Street Fighter II, Fabio Rossi analizza i titoli che hanno segnato un’epoca, spiegando la trama principale e facendo un’analisi del gameplay e dell’impatto culturale
- Hardware e tecnologia: il dizionario funge da guida tecnica per districarsi tra termini allora misteriosi come “pixel”, “sprite”, “parallasse” o “CPU” e spiega le differenze tra le architetture delle varie console e degli home computer dell’epoca (Amiga, Commodore 64, PC)
- I protagonisti: grande spazio viene dato alle software house (Nintendo, Sega, Sierra, LucasArts) e ai designer (Shigeru Miyamoto, Nolan Bushnell), elevando queste figure al rango di veri e propri autori
- Lessico del giocatore: Il libro ha contribuito a sdoganare e codificare il gergo tecnico (ad esempio termini come scrolling, power-up o coin-op), rendendolo accessibile anche ai non addetti ai lavori.
Quello che contraddistingue questo Dizionario dalle altre opere similari, è il fatto che Fabio Rossi scrive con la passione del videogiocatore e la precisione del giornalista e le sue descrizioni sono spesso condite da opinioni personali, aneddoti e un pizzico di ironia, rendendo la lettura piacevole anche per chi cerca solo curiosità.
Perché è ancora importante oggi?
Nonostante siano passati decenni e il mondo dei videogiochi sia cambiato radicalmente (passando dal 2D al 4D, dal supporto fisico al cloud), il libro di Fabio Rossi mantiene un valore inestimabile per tre ragioni:
- Valore storiografico: è una fotografia perfetta di come veniva percepito il videogioco nel “periodo d’oro”
- Preservazione della memoria: molti titoli citati nel dizionario sono oggi considerati abandonware o dimenticati e Fabio Rossi ne preserva la memoria storica e l’importanza evolutiva
- Metodologia: ha gettato le basi per la critica videoludica italiana successiva, dimostrando che si poteva scrivere di “giochini” con rigore scientifico e profondità culturale
Curioso il fatto che il libro fu pubblicato nella collana “I Dizionari” di Vallardi, una serie che solitamente ospitava temi molto più “alti” o accademici quindi vedere un volume dedicato ai videogiochi accanto a dizionari di filosofia o letteratura fu, per l’epoca, una vera rivoluzione culturale!
Per concludere
Il Dizionario dei Videogame di Fabio Rossi è un pezzo da collezione, un oggetto di culto per i nostalgici del retrogaming e uno strumento essenziale per chiunque voglia studiare la storia dei media digitali in Italia. È il racconto di un’epoca in cui ogni nuovo gioco sembrava magia, scritto da chi quella magia la viveva in prima linea ogni giorno!















