Se chiedessimo oggi ad un videogiocatore quale titolo automobilistico ricorda con maggior affetto su Commodore 64, probabilmente la risposta sarebbe l’ottima conversione di OUT RUN o il leggendario PIT STOP II. Eppure all’alba della commercializzazione del mitico “biscottone” nel 1982, la Commodore doveva dimostrare la potenza del suo chip grafico (il VIC-II) e del chip sonoro (il SID) e la risposta arrivò con LeMans, uno dei titoli di lancio più immediati e tecnicamente sorprendenti per l’epoca anche se distribuito rigorosamente su cartuccia.

La scelta della cartuccia
Nel 1982 il Commodore 64 si affacciava sul mercato come una macchina rivoluzionaria ma ancora priva di un parco software sterminato e molti dei primi giochi distribuiti direttamente da Commodore venivano stampati su cartuccia (Max Machine / C64 Cartridge).
Questa scelta garantiva due importanti vantaggi:
- Tempi di caricamento azzerati: niente interminabili minuti d’attesa con il datassette o il drive 1541. All’accensione del computer, il caricamento del gioco era istantaneo e si poteva cominciare subito a giocare
- Uso efficiente della memoria: il codice girava direttamente dalla ROM della cartuccia lasciando quindi la memoria RAM libera per gestire al meglio la grafica
NOTA: LeMans nacque come un porting non ufficiale del celebre arcade Monaco GP di SEGA (1979), riadattato per dimostrare di cosa fosse capace la nascente macchina ammiraglia di casa Commodore!
Il gameplay
La struttura di LeMans è l’essenza stessa dell’arcade dei primi anni ’80 ovvero semplice da capire ma brutale da padroneggiare!
Il giocatore, infatti, si trova alla guida di una monoposto da corsa con visuale dall’alto con l’obiettivo di percorrere la maggior distanza possibile prima dello scadere del tempo (60 secondi iniziali), accumulando punti e guadagnando preziosi secondi extra ad ogni checkpoint superato.
Le insidie della pista
Il gioco non concede un attimo di respiro: lungo il tragitto rettilineo, che scorre fluidamente verso il basso, dovremo fare i conti con le vetture rivali, ognuna di colore diverso, che si muovono a velocità differenti (alcune procedono a rilento mentre altre cambiano traiettoria all’improvviso per tagliarvi la strada) e le condizioni atmosferiche e stradali (vero colpo di genio del gioco): la pista cambia dinamicamente, stringendosi improvvisamente in imbuti letali, ghiacciandosi con conseguente perdita di aderenza e testacoda o costringendoci a guidare di notte, dove la visibilità è limitata ai soli fari della nostra auto.
NOTA: In LeMans non esiste il Game Over immediato per un incidente. Se ci schiantiamo contro i guard-rail o un’altra vettura, un carro attrezzi sostituirà istantaneamente la nostra auto. Il vero nemico è invece il tempo in quanto ogni secondo perso a rimetterci in carreggiata ci allontana dal checkpoint successivo.
Caratteristiche tecniche
Per essere un titolo del 1982, LeMans può essere considerato un piccolo gioiello di programmazione. Guardandolo oggi può sembrare minimale ma all’epoca offriva spunti tecnici notevoli…
| Elemento | Impatto nel 1982 |
| Scrolling | Fluido, costante e privo di flickering (sfarfallio), un enorme passo avanti rispetto ai sistemi a 8-bit concorrenti |
| Gestione degli sprite | Il chip VIC-II viene sfruttato per muovere simultaneamente diverse vetture sullo schermo senza rallentamenti, gestendo le collisioni in pixel-art in modo sorprendentemente preciso. |
| Effetti sonori | Il chip SID ricrea il rombo del motore che sale di giri durante l’accelerazione e il fischio stridente delle frenate/testacoda sul ghiaccio. |
Inoltre, il gioco supporta nativamente sia il Joystick che i Paddle e chi ha avuto la fortuna di giocarlo con i Paddle ricorda un sistema di controllo analogico di una precisione millimetrica!

Perché giocarci oggi?
LeMans appartiene a quell’era del game design in cui la mancanza di complessità narrativa veniva compensata da un gameplay ipnotico. È il classico gioco “da una partita e via” che si trasforma inevitabilmente in una sessione di un’ora nel tentativo di superare il proprio record personale.
Non c’è una fine e non c’è una storia: ci siamo solo noi, la pista che scorre e quel timer che scende inesorabile mentre il cuore accelera a ogni sorpasso…e staccarsi risulta davvero, ma davvero difficile! Quasi impossibile.
Per concludere
LeMans per Commodore 64 non è solo un pezzo di storia dell’home computing ma è la testimonianza di come si potesse creare un’esperienza memorabile con pochissimi kilobyte a disposizione. Se state scoprendo (o riscoprendo) l’immensa libreria del Commodore 64 tramite emulazione o se avete la fortuna di possedere l’hardware originale con la sua cartuccia, dategli una possibilità e non ve ne pentirete!















