DODO LAIR (Star Bowl) – VIC20 (1984)

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Dodo Lair è uno sparatutto a scorrimento orizzontale pubblicato nel 1984 dalla software house Software Projects e progettato per Commodore VIC-20 non espanso (richiede solo i 5 KB di RAM base). In Italia è diventato noto principalmente grazie alla sua inclusione in formato cassetta da edicola (con il nome STAR BOWL) all’interno della rivista Program n. 9 del dicembre 1985.
Ricordo benissimo il titolo in questione in quanto fu il primo al quale giocai con frequenza giornaliera fino alla nausea: per il sottoscritto Star Bowl era lo stato dell’arte (nell’84 avevo solo 8 anni)…

Gameplay

La trama, in pieno stile anni ’80, vede l’umanità minacciata da un enorme esercito di “Dodo” alieni e con il giocatore che prende il controllo di un “ground-skimmer”, una navicella a corto raggio capace di muoversi esclusivamente in senso verticale sul lato sinistro dello schermo mentre lo scenario e le orde nemiche scorrono orizzontalmente da destra verso sinistra.

Lo scopo del gioco è sopravvivere a ondate incessanti di dodo e alieni ostili, sparando a raffica e schivando i loro attacchi ed è possibile giocare tramite la tastiera o con il joystick, modalità decisamente più comoda in quanto offre comandi molto reattivi, una caratteristica essenziale dato l’elevato numero di elementi contemporaneamente a schermo.
Il gioro si articola su 9 ondate progressive di difficoltà crescente: il giocatore inizia con 5 vite, guadagnandone una nuova ogni 10.000 punti o al completamento di uno stage.

Difficoltà nella realizzazione

Naturalmente sviluppare uno sparatutto frenetico sul chip grafico VIC-I (MOS 6561) senza l’ausilio di cartucce d’espansione RAM significava scontrarsi con barriere hardware quasi insormontabili: il programmatore del gioco, Pete Bradley, dovette infatti compiere autentici salti mortali per far coesistere il codice di gioco con la grafica in movimento in quanto il VIC-20 non possiede una gestione nativa degli sprite mobili sullo schermo come il successivo Commodore 64.
Bradley inoltre optò per una scelta di design insolita: la navicella del giocatore si trova ancorata sul lato destro dello schermo e può muoversi solo sull’asse verticale mentre i nemici e i proiettili arrivano da sinistra verso destra. Questa scelta restrittiva fu probabilmente dettata dalla necessità di ottimizzare i registri di scorrimento dello schermo e ridurre il buffering della memoria video.
Anche la gestione delle collisioni in pochissimi byte ha richiesto una programmazione in puro linguaggio Assembly ridotta all’osso cosi come gli effetti sonori presenti davvero basilari.

Pregi e difetti

Dodo Lair è un titolo che divide nettamente la critica e gli appassionati di retrogaming, principalmente a causa dei limiti hardware della macchina su cui gira. Non è facile far girare un gioco con numerosi elementi su schermo in un sistema con soli 5K di memoria RAM (proprio cosi…non era necessario avere l’espansione di memeoria per giocare a Star Bowl!).

Pete Bradley ha fatto un lavoro eccellente con la memoria RAM dato che riuscire a inserire uno sparatutto pieno di nemici nei soli 3.5 KB di RAM disponibili sul VIC-20 base è stato davvero un miracolo di programmazione. Purtoppo, a causa della bassa risoluzione del VIC-20, l’azione su schermo può risuktare per alcuni un ammasso confusionario di colori dato che lo scorrimento non è fluidissimo e bisogna giocare parecchio per abituarsi a distinguere i proiettili dai nemici!
In ogni caso il ritmo di gioco molto alto, non ci sono tempi morti e lo schermo si riempie rapidamente anche se il gioco tende a diventare alquanto ripetitivo una volta compresi gli schemi di movimento dei nemici.

Per concludere

All’epoca della sua uscita, riviste specializzate britanniche come Personal Computer Games lo definirono un titolo “decisamente meritevole di essere caricato” ed il motivo era semplice: in quel periodo il mercato del VIC-20 si stava progressivamente spegnendo a favore del C64 e dello ZX Spectrum quindi vedere uno sparatutto così rapido e aggressivo muoversi sulla versione base del computer di casa Commodore, senza richiedere costose cartucce RAM, venne visto come un prodigio tecnico.
Anche giocatori dell’epoca apprezzarono la scarica di adrenalina immediata e la reattività dei controlli.

Con il senno di poi e l’evoluzione dei sistemi di emulazione, la community moderna si dimostra invece decisamente più severa: portali specializzati smentiscono parzialmente il valore ludico del titolo in quanto, sebbene l’ottimizzazione rimanga fuori discussione, Dodo Lair viene descritto come un vero e proprio “caos visivo”. La bassa risoluzione del VIC-20 unita agli sprite generati via software rende difficilissimo distinguere i proiettili nemici dallo sfondo e dagli alieni stessi, portando a morti frustranti e premature mentre il gameplay, superata la sorpresa iniziale, risulta alquanto ripetitivo.
Personalmente, ritengo invece Dodo Lair un gioco degno di essere giocato sul nostro piccolo Commodore…

Dodo Lair non è, e non sarà mai, il miglior sparatutto disponibile per Commodore VIC-20 (titoli come Gridrunner di Jeff Minter rimangono su un altro pianeta) ma testimonia l’incredibile sforzo dei programmatori nel fare moltissimo con pochissimo spazio a disposizione e specifiche tecniche ridotte davvero all’osso. È un titolo che merita sicuramente di essere riscoperto non tanto per il suo gameplay, che oggi definiremmo confusionario, quanto come affascinante pezzo di archeologia informatica.
Se avete un emulatore a portata di mano o un vero VIC-20 non espanso, dategli una possibilità e non ve ne pentirete!

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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