Sul terzo numero di Re.BIT, la rivista online dedicata al retrogaming è stata pubblicata un’intervista realizzata questa volta non dal sottoscritto ma AL sottoscritto.
Di seguito trovate l’intervista integrata con link cliccabili e qualche riferimento aggiuntivo impossibile da inserire per tempo in fase di chiusura della rivista (d’altronde un blog serve anche ad integrare, aggiungere o modificare in tempo reale no?).
Tralasciando ovviamente l’orrenda foto d’apertura, come di consueto, potrete ingrandire le immagini semplicemente cliccandoci sopra.
Questo mese siamo venuti a conoscenza che Retrogaming Planet ha superato quota 10.000 visite…per questo motivo abbiamo deciso di dedicargli a sorpresa una bella intervista autocelebrativa.
Re.BIT: Ciao Robert (o preferisci RGP?) innanzitutto scusami se ti abbiamo preso così alla sprovvista ma altrimenti non sarebbe stata una sorpresa. Sei tornato da poco tempo dalle ferie e sappiamo bene cosa significa riprendere il ritmo, però visto che il tuo seguitissimo blog Retrogaming Planet ha superato quota 10.000 visite, abbiamo pensato di festeggiare l’evento facendoti una gradita sorpresa autocelebrativa.
RGP: Potete chiamarmi tranquillamente RGP visto che ormai tutti mi conoscono con questo acronimo…Non devi affatto scusarti anzi è un vero piacere ed onore per me essere intervistato! Sai in genere le domande le faccio io…
Ti confesso di essere venuto a conoscenza del raggiungimento delle 10000 visite (che, mentre scrivo sono diventate oltre 14500!) totali grazie a Tex alias Luca Tessitore (fondatore dell’ottimo blog dedicato al retrogaming su PC Pc Retrogames che mi ha dato gentilmente la piacevole notizia mentre mi trastullavo sotto il sole romagnolo; il PC ovviamente era l’ultimo dei miei pensieri!
Re.BIT: Quale fu la tua prima esperienza videoludica e a quanti anni?
RGP: La mia primissima esperienza “informatica” fu a circa 6 anni quando il cugino di mio padre, appassionato di informatica, mi regalò il suo Commodore Vic20 (poco più tardi, acquistò un Commodore 64….) assieme ad un programmino fatto da lui in Basic: Calendario Perpetuo (Sono venuto a sapere da poco che esiste gia’ una versione di Calendario Perpetuo per Vic20 pubblicato nel 1983 ad opera di Domenico e Marzio Carro….non e’ lo stesso programma che cito io!)
Un semplicissimo calendario nulla di più, con un particolarità: quando si passava da un mese all’ altro la tabella non scorreva normalmente ma veniva “risucchiata” dal monitor per lasciar posto a quella nuova! L’effetto era lo stesso che si percepiva vedendo la nave spaziale Enterprise, della serie televisiva Star Trek, partire avelocità Warp verso lo spazio profondo…non so se ho reso l’idea! (E da queste due prime domande avrai intuito che l’altra mia grande passione e’ il cinema).
Prova ad immaginare un bambino di 6 anni appassionato (se così si può definire un bambino così piccolo) d’nformatica impalato a bocca aperta davanti alla televisione e capirai l’effetto che ebbe su di me quel semplice programmino! In quel momento capii che il computer sarebbe stata la mia piu’ grande passione!
Re.BIT: Qual è il tuo genere di giochi preferito?
RGP: Diciamo che non ho un genere preferito, adoro tutti i giochi ben fatti ( e non solo graficamente) con una predilezione per le avventure grafiche e i picchiaduro. Non sopporto i GDR e gli strategici, infatti nella mia carriera videoludica ne avrò giocati solo un paio e soltanto a metà!
Un videogioco non deve solo piacermi graficamente ma anche ”prendermi” nel vero senso della parola e, perché no, lasciare un pò di spazio anche all’immaginazione.
Probabilmente questo è il risultato di aver giocato per anni prodotti graficamente brutti o mediocri, per via delle ridotte specifiche hardware dell’epoca, che riuscivano a divertirmi ugualmente solo grazie alla mia fantasia di bambino!
Re.BIT: La tua prima macchina da gioco?
RGP: Come dicevo precedentemente la mia prima vera macchina da gioco fu il Commodore Vic 20 con la sua unica porta joystick, una memoria Ram di soli 5K (!!) e il mitico Datassette, amico/nemico di tutti i giocatori dell’epoca! In seguito passai al Colecovision e in quel momento davanti a me si aprì un mondo fatto di luci, colori e conversioni perfette dei migliori giochi da bar dell’epoca. Posso affermare senza timore che la mia carriera di videogiocatore partì proprio dal Colevision.
In seguito arrivarono l’Atari 2600 Junior e il Commodore 64 ma questa è un’altra storia….
Re.BIT: Eheheh! Al solo nome Colecovision mi si “sbrilluccicano” gli occhi per la magnificenza (per l’epoca) di questa console.
So che anche tu hai una discreta collezione, quali macchine possiedi?
RGP: Purtroppo la mia collezione non è molto vasta soprattutto a causa di un piccolo incidente capitatomi anni fa che distrusse irrimediabilmente tutti i giochi ed alcune macchine tra cui appunto il Vic 20, l’Atari 2600 e il Colecovision.
Da qualche anno ho ricominciato a collezionare tutto ciò che mi passa fra le mani ma, come immaginerai, di questi tempi chiunque abbia macchine di valore affettivo o storico se le tiene ben strette!
Comunque ti posso elencare le macchine attualmente in mio possesso: Atari 2600, Atari 7800, Commodore 64 New con Datassette, Super Nintendo, Nintendo 64, Game Boy Color, Game Boy Advance, Amiga 600, Amiga 1200, Playstation, Playstation 2 Fat e Slim, Nintendo DS, Nintendo WII, Sega Megadrive e Megadrive Blaze (questa non è propriamente una retroconsole ma consente di far girare i miei vecchi giochi Sega e per questo meritevole di collezionismo).
Se a questo aggiungi un centinaio di giochi per le varie piattaforme capirai quanto tempo sto impiegando per rimettere in piedi la mia collezione…
Re.BIT: Non si può certo dire che la tua collezione non sia corposa…anzi! La tua macchina del cuore?
RGP:… e me lo chiedi?? Amiga, solo Amiga, ancora Amiga!
Re.BIT: Quindi sei un Amighista sfegatato a quanto pare. Il tuo gioco preferito in assoluto su questa macchina?
RGP: Sarebbe impossibile citare un titolo preferito in assoluto…ti posso però dire i preferiti che, per svariati motivi personali, metto sullo stesso piano pur essendo alcuni decisamente migliori di altri: Diabolik della Simulmondo per un valore affettivo, Fascination perchè fu il mio primo “thriller” videoludico e The Secret of Monkey Island per ovvi motivi! Inoltre il tema musicale introduttivo di Monkey Island ispirò il primo pezzo musicale che scrissi per il mio gruppo
Per quanto riguarda il divertimento in sé invece non posso non citare il mitico Cannon Fodder della Sensible Software: quando vidi la prima volta l’introduzione del gioco con tanto di sigla cantata rimasi di stucco per quello che erano riusciti ad inserire i programmatori in un semplice floppy da 880K! E quando cominciò il gioco, poi, lo stupore si trasformò in puro divertimento…quel gioco mi tenne incollato alla sedia per mesi!
Naturalmente questi sono solo alcuni fra i miei titoli preferiti; se dovessi citare i giochi preferiti di tutta la mia carriera videoludica credo non basterebbero tre pagine…
Re.BIT: WOPRBOX è la “tua creatura” che curi sin nei minimi dettagli. Come è nata?
RGP: Ti confesso che la gestazione di WoprBox è stata davvero lunghissima! Nel lontano 2007 cominciai ad interessarmi ai blog; acquistai i classici libri (assolutamente inutili ma lo capii dopo) che spiegano come realizzare un blog e girai qua e là sulla rete alla ricerca di informazioni utili che mi potessero aiutare a mettere in pratica il mio progetto di aprire un blog dedicato al retrogaming dove poter recensire videogiochi, console e allo stesso tempo intervistare personaggi famosi del mondo videoludico. Il grosso problema era reperire informazioni dettagliate e soprattutto i contatti giusti per poter realizzare qualcosa d’interessante…Dopo le prime difficoltà abbandonai il progetto e mi dedicai all’informatica più in generale (nulla di particolarmente tecnico sia chiaro) aprendo un Windows Live Spaces che consentisse, a chiunque fosse interessato, di scaricare documenti, consigli e trucchi per il proprio PC ma, ome potrai immaginare, questa fu una soluzione di ripiego perchè inserire materiale sul sito non mi dava alcuna soddisfazione, anzi, molte volte risultava alquanto noioso!
Ora il mio Live Spaces non è piu’ disponibile poichè Microsoft, come saprete, ha stipulato un accordo con WordPress per convertire im automatico i propri WLS in blog! Per questo motivo ho deciso di approfittare dell’occasione integrando il “nuovo blog” in WoprBox (sulla barra laterale) per dare l’occasione a tutti i retrogamer di trovare magari qualche consiglio o suggerimento utile per la manutenzione e l’aggiornamento del proprio PC.
La chiave di svolta arrivò quando decisi di aprire un account su Facebook: aperto inizialmente solo per gioco, mi resi ben presto conto di quali potenzialità potesse offrire un Social Network di tale portata. Cominciai a chiedere amicizie a destra e manca agli amici personali fino a quando, grazie ad amici comuni, mi trovai davanti il profilo di Riccardo Cangini, grafico di Simulmondo ed attuale CEO di Artematica.
Non potevo crederci… da grandissimo appassionato Simulmondo presi il coraggio a piene mani e chiesi l’amicizia a Riccardo comunicandogli la mia grande passione! Sorpresa delle sorprese, Riccardo accettò la mia amicizia dopo pochi minuti e da lì cominciò un’amicizia epistolare che continua ancora oggi e che mi ha portato a conoscerlo personalmente alla Reunion Simulmondo tenutasi a Marzo a Bologna.
Da quel momento in me si accesse una lampadina: “…se ho conosciuto Riccardo può darsi che riesca a scovare anche altri importanti esponenti del mondo videoludico!!” pensai fra me e siccome il mio cervello non sta mai fermo cominciai a cercare tutti i personaggi che in un modo o nell’altro avevano contribuito alla mia crescita videoludica. Con grande sorpresa trovai moltissima gente tra programmatori, grafici, redattori di riviste o semplici appassionati e più chiedevo amicizie più nella mia testa si faceva strada l’idea di riprendere in mano il progetto del blog e realizzarlo seriamente!
La piattaforma iniziale fu Blogger di Google, semplice e gratuito.
Quando aprii WoprBox avevo già alcuni articoli pronti e qualche intervista in fase di realizzazione: pubblicai il materiale e lo utilizzai come dimostrazione del lavoro che stavo facendo per chiedere contatti ed amicizie che mi avrebbero consentito di realizzare interessanti interviste e recensioni. Uno dei primi a farmi i complimenti e a spronarmi a continuare fu proprio Riccardo Cangini che più di una volta mi disse di non fermarmi e di fare ciò che sentivo perché la strada intrapresa era decisamente quella giusta. Continuai a pubblicare articoli ed interviste (la prima fu a Gianluca Gaiba di Simulmondo) e a cercare contatti anche al di fuori di Facebook… il blog andava bene e cercavo di pubblicizzarlo al massimo ma non aveva la visibilità che sognavo!
La svolta arrivò quando, sempre per caso, m’imbattei nell’account Facebook di Bonaventura “BDB” Di Bello e decisi, timidamente, di chiedergli l’amicizia proponendogli al tempo stesso un’intervista! BDB accettò immediatamente la proposta e dopo aver pubblicato l’intervista mi propose di passare alla piattaforma WordPress, ben più performante di Blogger, dispensando consigli per migliorare ulteriormente il blog.
Il risultato lo avete tutti i giorni davanti agli occhi e da allora WoprBox riscuote un successo che nemmeno io avrei mai immaginato!
Re.BIT: Quanto tempo dedichi al giorno e cosa tratti in particolare?
RGP: Il blog è sempre aperto sul mio PC per vedere i commenti inseriti o apportare modifiche all’interfaccia (come ti dicevo io non sto mai fermo con il cervello e adoro apportare costantemente delle modifiche senza però stravolgere il tutto…) ma non dedico un tempo preciso ogni giorno: quando decido di scrivere qualcosa mi metto al PC e comincio finchè le mani non si fermano da sole.
La mia idea fin dall’inizio è sempre stata quella di non trattare i soliti giochi o le solite macchine perché in rete ci sono già migliaia di siti e blog che parlano dei vari Monkey Island o del Commodore 64; infatti su WoprBox troverete esclusivamente recensioni di giochi che hanno fatto la storia ma che, per un qualche imprecisato motivo, sono stati dimenticati o trovano poco spazio nei vari siti/blog della rete!
L’obiettivo di WoprBox è quello di riportare il lettore per qualche minuto indietro nel tempo e fargli rivivere le emozioni provate davanti ad un gioco senza poligoni o audio surround. Per lo stesso motivo non leggerete mai articoli che trattano giochi attuali tranne qualche rara eccezione meritevole d’attenzione.
Inoltre è possibile leggere e scaricare in PDF i documenti sulla tecnica del dumping di vecchi giochi, guardare immagini e screenshot dei titoli più famosi e leggere interessanti (spero) interviste a svariati personaggi più o meno noti del mondo videoludico che, seppur in minima parte, hanno contribuito a rendere più divertente la nostra adolescenza.
Da qualche giorno inoltre, grazie ad una nuova funzione che ho inserito in WoprBox, avrete la possibilita’ di interagire con il blog apportando direttamente le modifiche che ritenete necessarie agli articoli!! Ho scritto un post apposito che spiega come funziona il tutto…vi consiglio di leggerlo!
Re.BIT: WOPRBOX ha superato quota 10.000 visitatori, credo sia una bella soddisfazione. Cos’ha scaturito il suo successo secondo te?
RGP: Non saprei sinceramente…forse dai miei articoli traspare la passione che giornalmente metto nel realizzarli! Credo che i lettori lo abbiano capito e per questo mi abbiano “premiato”! Non trascuriamo poi i contenuti, spero interessanti e non ultima l’interfaccia pulita, ordinata e senza fronzoli del blog!
Ma sono solo mie supposizioni naturalmente… la parola spetta ai lettori!
Re.BIT: Hai avuto altri progetti in precedenza? Cosa prevedi per il futuro?
RGP: No, nessun progetto in particolare, solo qualche recensione di prova inviata ad alcune testate giornalistiche di settore ed un articolo sui guasti che affliggono i notebook pubblicato sull’ormai defunta Computer Week, il settimanale d’informatica pubblicato da Sprea Editori.
Re.BIT: La gestione di WOPRBOX ti ha dato la possibilità di allargare le tue conoscenze tra i personaggi che hanno caratterizzato la storia videoludica degli anni ’80 e ’90. Quali di questi ti ha maggiormente impressionato e quali hanno lasciato in te un’esperienza indelebile?
RGP:Beh credo di aver già risposto indirettamente a questa domanda poco sopra ma in ogni caso direi sicuramente Riccardo Cangini e Bonaventura “BDB” Di Bello e poi a seguire Ivan Venturi(Simulmondo e KoalaGames), GianLuca Gaiba (Simulmondo), Federico “WIZ” Croci (fondatore di Tilt.it), Stefano Balzani e Natale Fietta (i due supertecnici Simulmondo), i ragazzi di Holodream Software (qui su WoprBox potrete leggere le interviste a Fabrizio Farenga, Raffaele Valensise e Alfredo Siragusa), Paolo Besser (TGM e progetto AROS/Icaros Desktop) e moltissimi altri che non ho citato ma solo per mancanza di spazio e con i quali mi scuso fin da ora!
Come vedi la lista sarebbe infinita…

5. L’orgoglio di Robert, il suo mitico Amiga 1200, in questa foto allestito alla Reunion Simulmondo 2010
Re.BIT: Noto con piacere che partecipi spesso a manifestazioni ed iniziative dedicate al mondo del retrogaming. Quali ti sono piaciute di più o ti hanno colpito maggiormente?
RGP: Ultimamente a causa di impegni lavorativi sono stato poco presente alle manifestazioni dedicate al retrogaming ma posso affermare senza timore che quella che mi ha colpito maggiormente è stata sicuramente la Reunion Simulmondo 2010 organizzata da Ivan Venturi presso l’Archivio Videoludico di Bologna con il supporto di Andrea Dresseno responsabile dell’Archivio.
In quell’occasione ho avuto il piacere di conoscere personalmente Ivan Venturi (bolognese DOC davvero simpatico e gran brava persona) e tutta la combriccola Simulmondo (che fino ad allora avevo solo contattato tramite mail) oltre ai ragazzi di Imagimotion, Software House romana che sta realizzando in collaborazione con KoalaGames il videogioco dedicato all’inquisitore medievale Eymerich, il fondatore del sito Ready64 Roberto Nicoletti e moltissimi appassionati con i quali avevo, fino a quel momento, solo conversato su Facebook.
L’atmosfera che si respirava era magica soprattutto grazie alla possibilità di provare i vecchi titoli della Simulmondo sulle macchine originali disponibili in sala (io ero presente con il mio Amiga 1200…) e vi assicuro che vedere i ragazzi della Simulmondo giocare ai titoli creati da loro stessi 20 anni prima non ha prezzo!
Re.BIT: Da adolescente hai avuto una breve ma indimenticabile esperienza con la leggendaria redazione di Zzap! Cosa ricordi di quell’esperienza e cosa ti ha lasciato?
RGP: Giustissimo! La prima esperienza fu nel 1993 quando feci un colloquio con Stefano Gallarini della Xenia Edizioni in Via Valtellina a Milano mentre la seconda fu nel 2005 in Via Asiago questa volta per la Future Italy. Entrambe mi hanno lasciato molto anzi moltissimo anche se devo precisare che la redazione non era quella di Zzap ma quella di The Games Machine (negli stessi uffici, però, veniva realizzato anche Zzap).
Quelle due visite mi hanno permesso innanzitutto di assistere ad una giornata in redazione visitando i vari “reparti” dove venivano realizzate le riviste (soprattutto in Future perchè in Xenia la redazione era, in pratica, un appartamento) ma soprattutto mi hanno dato la possibilità di conoscere personalmente i redattori che mi hanno tenuto compagnia con i loro deliranti articoli per tanti anni e ti posso assicurare che ne è valsa veramente una pena!
Tutti i redattori sono stati simpaticissimi e davvero disponibili a rispondere ad ogni mia domanda…sembrava davvero di trovarsi fra amici di vecchia data! La stessa atmosfera che respiravo quando leggevo avidamente le pagine di TGM…
Re.BIT: Conosci linguaggi di programmazione? Oltre a WOPRBOX hai avuto altre esperienze di programmazione in passato?
RGP: Mio malgrado no… conosco solo l’HTML, con il quale scrivo sul blog, e principi di Javascript, PhP e CSS. Il mio sogno è sempre stato imparare l’Assembler o il C ma senza una formazione tecnica di base non credo riuscirò a cavarci qualcosa…
E’ sempre stata una mancanza alla quale sto tentando di sopperire nei ritagli di tempo… come immaginerai però non è semplice imparare un linguaggio di programmazione senza qualcuno che t’insegni le basi!
Re.BIT: Personalmente più che avere qualcuno che t’insegni le basi, bisogna capire come “ragionano” i computer nel memorizzare i dati! Sembra di avere a che fare con bambini di pochi anni…
Quanto tempo dedichi ai videogiochi attualmente e quale genere ti piace di più?
RGP: Ti sembrerà strano ma attualmente dedico davvero pochissimo tempo ai giochi attuali…tutto il mio tempo libero è dedicato ai giochi per Amiga, Commodore 64 e Playstation2, sulla quale utilizzo anche giochi della PS1 ovviamente!
I giochi odierni sono davvero ben fatti ma, a mio avviso, non riescono a darti le stesse sensazioni che i vecchi giochi trasmettevano a noi ragazzini. Non ti dico l’emozione che provai passando dal Commodore 64 all’Amiga e più tardi dall’Amiga alla Playstation…
Gli adolescenti di oggi, probabilmente, diranno la stessa cosa fra vent’ anni parlando dei giochi attuali ma credo sarà una cosa diversa: nell’arco di pochi anni i programmatori hanno fatto davvero miracoli nello sviluppo dei videogames introducendo i poligoni, migliaia di colori su schermo e risoluzioni elevatissime mentre fra vent’anni credo che i videogames non saranno poi molto diversi da quelli attuali eccezion fatta per il 3D che, comunque, non ha stravolto più di tanto i giocatori abituali. I ragazzi di oggi non potranno mai capire cosa significhi giocare a Mortal Kombat su Amiga ed attendere il caricamento da floppy fra un incontro e l’altro!
Re.BIT: Ora ti pongo la classica domanda: tre giochi che porteresti su un’isola deserta?
RGP: Assolutamente The Secret of Monkey Island (Amiga), Cannon Fodder (Amiga) e Out Run (Coin-Op)! Se dovessi aggiungerne un quarto direi pure Quake(PC)…
Re.BIT: Cosa pensi del retrogaming attuale e quali idee attueresti per diffondere maggiormente questo pensiero?
RGP: Secondo me il retrogaming non è un pensiero ovvero non ti puoi svegliare la mattina e dire “oggi voglio diventare un retrogamer e provare tutti i giochi vecchi” perchè se lo fai sarai semplicemente uno spettatore mentre noi dobbbiamo essere attori in questo eccezionale spettacolo che e’ il retrogaming!! Chi non ha vissuto quella straordinaria epoca non potrà cogliere appieno lo spirito che animava tutti noi giocatori ma solo avvicinarsi…e per farlo non e’ sufficiente acquistare macchine, giochi e divorarli avidamente! Bisogna informarsi su come sono progredite le macchine e le tecniche di programmazione dei videogiochi, le difficolta’ incontrate e, perche’ no, anche i flop che comunque hanno contribuito in alcuni casi ad evitare di compiere gli stessi errori da parte di case di produzione di hardware e software (poi c’è sempre l’eccezione…vedi Commodore che, purtroppo non ha imparato nulla dai propri errori arrivando in pratica al suicidio commerciale).
Su questo aspetto credo che il Videogame History 2010 che si terra’ a Monza il 2-3 Ottobre con i seminari tenuti dai vari Bonaventura Di Bello, Riccardo Cangini, Carlo Santagostino (una vera istituzione del retrogaming) e molti altri, sara’ un’ottima ed imperdibile occasione per ampliare le proprie conoscenze su questo fantastico mondo! Pur avendo vissuto in prima persona l’epoca d’ora dei videogames sono convinto che, da persone di questo calibro che oltretutto lavoravano con i videogiochi, c’e’ solo da imparare e non poco…
Avremo quindi la “pratica” (macchine da provare) e la “teoria” (seminari e convegni)… e la lezione di Retrogaming sara’ completa!
Manifestazioni come questa, che ricordo essere completamente gratuita, dovrebbero essere organizzate piu’ spesso visti i commenti positivi che si possono leggere ovunque in rete. Il retrogaming sta tornando prepotentemente di moda e questo non puo’ che farmi piacere!
Re.BIT: Come vedi il sorgere di retro-contest in cui vengono alla luce nuovissimi titoli programmati proprio sulle macchine storiche di un tempo? Credi che questo fenomeno avrà un futuro?
RGP: Sinceramente non credo che queste iniziative avranno un gran futuro soprattutto perché in pochi, secondo me, sarebbero disposti a spendere dei soldi per acquistare giochi nuovi per queste macchine…il vero retrogamer utilizza i giochi storici sulle macchine originali per riprovare le stesse emozioni di un tempo, di conseguenza non avrebbe senso utilizzare giochi nuovi programmati appositamente oltretutto pagando, seppur una minima somma, per averli!
Il bello di far girare giochi vecchi è vedere cosa riuscivano a tirare fuori i programmatori di un tempo con le tecniche a disposizione in quegli anni…oggi invece se programmo un gioco per il Commodore 64 ho la possibilità, seppur limitatamente alle specifiche tecniche della macchina, di aggirare alcuni ostacoli che all’epoca sembravano insormontabili! Questo grazie alle conoscenze acquisite negli anni…
Ovviamente è necessario fare i complimenti ai programmatori che si cimentano in questa avventura perché molto spesso dobbiamo ringraziare proprio questi ragazzi se oggi abbiamo a disposizione gli emulatori di tutte le macchine di un tempo con i quali preservare la memoria storica dei migliori video games!
Re.BIT: Credi che il retrogaming avrà un futuro o si dissolverà con la vecchia generazione che è cresciuta a pane e 8-bit?
RGP: Purtroppo, come dicevo in una risposta precedente, i ragazzi di oggi hanno tutto pronto:. videogiochi realistici che sfiorano, e talvolta superano la realtà e macchine ultrapotenti che macinano miliardi di operazioni al secondo! Pochi di loro, giustamente, sono disposti ed interessati a conoscere la storia dei videogames o di come si è potuti arrivare alla qualità dei giochi atttuali.
E’ una selezione naturale…noi siamo stati fortunati ad assistere in prima persona allo sviluppo di questo fantastico mondo anche se molti adolescenti di oggi si chiederanno come facevamo a divertirci con quei “pezzi da museo”…Ah, la gioventu’!
Re.BIT: Qual è secondo te il futuro dell’editoria dedicata al mondo videoludico e al retrogaming? Sappiamo che Re.BIT è la prima rivista gratuita on line di retrogaming ma esiste già da molto tempo la rivista gratuita on line di videogiochi GAME. Sarà questa l’editoria del futuro?
RGP: GAME è una rivista con un target diverso rispetto a Re.Bit, infatti si rivolge agli utilizzatori di giochi odierni mentre Re.Bit è dedicata esclusivamente al retrogaming quindi con una fascia d’utenza diversa. Sicuramente, i dati di vendita nonché la chiusura di molte testate giornalistiche di settore lo dimostrano chiaramente… il futuro dell’editoria è e sarà online almeno fino a quando non si abbasseranno i prezzi delle riviste in edicola (non ha senso spendere 7 o 8 euro per una rivista con DVD allegato quando online si possono trovare gli stessi articoli gratuitamente e i giochi o demo contenuti nel DVD scaricabili ovunque!). Ci vorrebbero delle leggi serie in merito che tutelino le varie testate classiche così come quelle online in modo che possano convivere senza problemi!
Ricordiamoci che le redazioni di molte testate chiuse negli ultimi anni davano lavoro a parecchie persone che ora si trovano in mezzo ad una strada… non mi sembra una cosa molto corretta non credi?
Re.BIT: Di cosa ti occupi ultimamente?
RGP: Da circa 3 anni sono un tecnico informatico certificato Toshiba settore notebook!
Re.BIT: Hai progetti per il futuro? Quali sono le tue prospettive?
RGP: Progetti particolari per il futuro ce ne sarebbero ma, come dicevo prima, non è facile realizzarli.
Ti posso dire che l’apertura di WoprBox e la mia intraprendenza mi hanno consentito di collaborare con alcune persone che avevo contattato e già questo, per me, è più che sufficiente a ritenermi soddisfatto.
Per ora la prospettiva è migliorare ulteriormente il blog nei contenuti ed allargare le mie conoscenze nel campo!
Naturalmente non disdegnerò ulteriori proposte che potrebbero presentarsi in merito sempre se legate al mondo e al giornalismo videoludico.
Re.BIT: Cosa diresti a coloro che intraprendono la via del retrogaming e alle nuove generazioni di videogiocatori?
RGP: Alle nuove generazioni dico semplicemente di informarsi riguardo la storia dei videogames perché potrebbero incorrere in piacevolissime sorprese; mentre per le “nuove leve” che decidono di affacciarsi al mondo del retrogaming consiglio di non tralasciare nulla… anche le macchine meno potenti e famose o i videogiochi discreti o realizzati con budget molto bassi possono nascondere particolari degni di nota!
Re.BIT: Grazie Robert per il tempo che ci hai dedicato e spero che questa piccola sorpresa sia stata gradita per festeggiare la prima tappa significativa del tuo lavoro!
RGP: Grazie a te per la splendida ed inaspettata sorpresa!






























Ottimo articolo così come la foto “di copertina” peccato solo per quel tizio che copre le vetrinette piene di leccornie videoludiche … ma chi è????
Ahahahah mitico il Commodore Vic20…che spettacolo!
Assolutamente!
Il caro buon vecchio Commodore VIC20 con una sola porta Joystick e modulatore TV separato :)